Home » Economia - Politica - Ambiente » Mentana e l’apologia del mestiere di giornalista

Enrico Mentana

Ammettiamolo, fare il giornalista è diventato sempre più difficile.

Quello che scrivevano Ottone e Scalfari era il Verbo

Ricordo la mia gioventù quando leggevo avidamente il Corriere della Sera di Piero Ottone. Lo ricordo come il migliore in assoluto, di sempre. Quello che c’era scritto era il Verbo, si poteva solo diffonderlo. Ma se avesse dato notizie infondate e inesatte come avremmo potuto controllarne la veridicità?

Oggi i singoli giornalisti e l’intera categoria perdono ogni giorno di credibilità, perché con pochi clic da un semplice telefonino si può verificare ogni loro singola affermazione. Molti hanno persino rinunciato a cercare dati e notizie, seguono il branco e producono commenti a prescindere dalla conoscenza che hanno dei fatti.

Altri sposano una tesi e poi cercano tutto quello che la supporta, diventano più i leader di un partito o di un movimento di opinione che giornalisti. Ma senza le responsabilità dei capi partito e il dover rendere conto ai propri iscritti ed elettori. Basta soddisfare l’audience e i suoi mutevoli andazzi.

Ma con il web la pacchia è finita.

I giornalisti leader di partiti di opinione non codificati e non strutturati vedono spesso perdere la propria credibilità.

Ne sa qualcosa Mentana, lo Scalfari di oggi. Ma Scalfari poteva sempre dire la qualunque, chi osava smentirlo? I giornalisti avevano accesso alla informazione, o almeno così si credeva, il popolo bue no e se anche l’avesse avuta poteva esternarla solo al bar. Così Scalfari è diventato l’azionista di riferimento della sinistra, fino a snaturarla e trasformarla.

Mentana combatte con un sistema di controllo che i giornalisti non hanno mai avuto: internet. Se dice una roba inesatta viene pizzicato e sbeffeggiato sulla sua stessa pagina facebook e sui social. La credibilità e l’umore ne risente.

Mentana, il MES e l’Europa

Fu il capo delle truppe a sostegno della riforma Fornero, ora cerca di farci ingozzare il MES. Agli annali la polemica con Maniero. Si tratta di un tema divisivo della pubblica opinione.

Ma Mentana ha fatto il giornalista o l’agit-prop? Stiamo ai fatti.

Quanto è il tasso di interesse praticato dal MES?

Si compone di quattro elementi.

  1. Margine annuale di intermediazione. Vale lo 0,1% che trattiene il MES. Non si capisce per quale ragione parlano tutti solo di questo come se fosse il tasso finale.
  2. Up front fee, ossia commissioni di ingresso. Sono pari allo 0,25% una tantum. Spalmate in 10 anni fanno lo 0,025% all’anno.
  3. Costo del funding. Visto il rating del MES questo costo è negativo ed è pari al -0,05% annuo nel momento in cui scrivo.
  4. Commissioni di gestione, pari allo 0,005% annuo.

Tutto ciò porta ad un tasso complessivo dello 0,08% annuo.

Ci sono le condizionalità?

La lettera del 7 maggio 2020 a Centeno a firma  Gentiloni – Dombrovskis dice che le condizionalità sono relative solo all’uso del prestito (spese dirette e indirette della sanità) e che la Commissione non vede motivo per attivare un insieme di articoli (“the Commission sees no scope for activating articles…”) del regolamento UE N° 472/2013.

Le limitazioni sull’uso del prestito, e che tutti fanno finta che non esistano, sono meglio chiarite nell’allegato al modulo di adesione dove conferma che si possono utilizzare i soldi del MES per le spese sanitarie dirette e indirette ma solo quelle related to Covid-19, attributed to Covid- 19, addressing the impact of COVID-19 e due to the Covid – 19 crisis.

Cosa dice Mentana?

  • Che il MES conviene perché il tasso è sostanzialmente pari a zero mentre per i titoli di stato si pagano fior di interessi.
  • Che le condizionalità non ci sono.

Tale è il furore propagandistico che gli scappa uno strafalcione da brivido. Afferma che il prestito MES è a fondo perduto, cioè un regalo!

La castroneria è enorme. Queste cose non capitano per caso. Capitano se sei in mezzo al campo e giochi la partita, non se la racconti alla TV. Ma Mentana fa il giocatore o il cronista?

Ma  voce dal sen fuggita a parte, da queste due affermazioni nascono tutti i problemi. Prese singolarmente possono anche essere ragionevolmente vere e portare alla affermazione più volte ripetuta da Mentana che non capisce perché non si prendano i soldi, ben 37 miliardi, del MES per mettere in ordine la nostra sanità.

Ma le cose più importanti sono quelle che non dice.

  1. Il costo del funding del MES è molto basso, addirittura negativo, perché il rating del MES è AAA/Aa1.
  2. Questo rating è così buono perché a garantire il MES ci sono tutti gli stati partecipanti, ossia i 19 stati dell’area Euro. Tra questi l’Italia con il 18% delle quote.
  3. I tassi pagati dall’Italia per debiti a 10 anni sono pari circa l’1,34%, nel momento in cui scrivo, perché ha un rating BBB-/Baa3
  4. Se ci fosse la condivisione della garanzia del debito tra tutti i Paesi dell’area euro, come dovrebbe essere visto che c’è una unica Banca Centrale e che si vuole l’Europa Unita, l’Italia non pagherebbe l’1,34% ma il -0,05.
  5. Nessun altro paese europeo chiede il MES, anche se chiederlo, in base al ragionamento di Mentana, converrebbe, oltre all’Italia, anche a Grecia, Cipro, Spagna, Portogallo, Malta, Slovenia, Slovacchia, Estonia, Lituania e Irlanda. Tutti paesi che pagano più dello 0,08% annuo.
  6. Molti mettono in dubbio il fatto che la lettera a Centeno superi lo statuto del MES e il regolamento UE. Si tratta di un impegno politico più che legale. Una questione de iure condendo e non de iure condito.
  7. Le spese sanitarie finanziabili, in base al modulo di adesione, sono solo quelle relative alle spese sostenute e da sostenere per combattere la pandemia Covid – 19. Questo rende improbabile trovare 36 miliardi di spese eleggibili per essere finanziate con il MES ma, ragionevolmente, solo 4 o 5.

Cosa non fa Mentana

Mettendo insieme tutto un buon giornalista dovrebbe iniziare a fare domande invece di fare propaganda europeista e incorrere nella foga propagandistica a imbarazzanti incidenti. La propaganda è sempre dannosa se svincolata dalla realtà. In un prossimo post sulle bufale blasonate ci divertiremo insieme a valutare i nefasti effetti della propaganda nel risorgimento italiano.

Ma cosa dovrebbe chiedere e a chi?

A Zingaretti, Gentiloni, Berlusconi, Taiani e a tutti i sostenitori del MES dovrebbe innanzi tutto chiedere:

  • Perché solo in Italia si discute del MES, mentre tutti gli altri Paesi lo hanno accantonato?
  • Perché si deve passare dal MES per finanziare le spese sanitarie legate al Covid – 19 quando un prestito garantito da tutti gli stati europei, che  lo garantiscono comunque attraverso il MES, costerebbe lo 0,13% in meno (-0,05% invece di +0,08)?
  • Se non ci sono condizionalità quale è la funzione e quali sono i compiti del MES sul Pandemic Crisis Support?
  • A quanto ammontano le spese effettivamente eleggibili della sanità che rispettino i vincoli del modulo di adesione al MES?

Se nessuno informa?

Queste domande aiuterebbero a riflettere e a migliorare l’Europa, ma Mentana, e molti altri giornalisti, invece preferiscono fare i propagandisti e quindi essere parte del problema e non della soluzione.

L’informazione è un tratto distintivo ed essenziale della democrazia ma deve essere credibile, autorevole, imparziale per svolgere la funzione che le è propria di controllo della politica e del potere. Ma se invece di informare i giornalisti cercano di formare la pubblica opinione sulla propria visione? Se invece di fare domande producono risposte? E che dire se poi sono gli stessi che lanciano campagne contro le fake news?

Internet consente a tutti di trovare notizie e dati. Consente anche di esprimere opinioni e fare domande. Cosa dobbiamo fare? Trasformarci tutti in giornalisti fai da te?  Forse è già così.

Per questo: direttore  Mentana vada dietro la lavagna.

Fatti o falsi?

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Mentana dietro la lavagna

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