Home » Storia » La congiura delle passioni

Esattamente 160 anni fa veniva proclamata con la legge del 17 marzo 1861 n. 4671 l’Unità D’Italia.

Per una fortunata coincidenza da oggi è in prevendita il mio romanzo storico che si svolge in Lucania proprio nel periodo della formazione del nuovo Regno Unitario tra il giugno 1860 e il settembre 1862.

Nello scrivere questo libro mi sono reso conto che, dopo 160 anni dai fatti, l’Italia manca di una memoria condivisa proprio su quello che è stato il suo momento iniziale e fondante: il Risorgimento.

Ci tengo a ringraziare oltre all’editore, Altrimedia Edizioni , PINO APRILE e GENNARO DE CRESCENZO per la loro prefazione.

Il racconto …

Durante i mesi caldi dell’Unità d’Italia, Monte Saraceno, nome di fantasia di un paese dell’Appennino Lucano, è un microcosmo che ricalca i contrasti e le contraddizioni della Penisola. Pietrino, ‘U Barone, l’Arciprete, il Notaro papà di Pietrino, ‘A Masciara…  Ciascuno alla ricerca di un’intesa per il bene della comunità, ognuno confuso ma non (ancora) travolto dagli eventi che agitano il Paese e che giungono attutiti fino all’epilogo, senza vincitori né vinti.

La congiura delle passioni è un romanzo corale, con una ricostruzione storica accurata e lo stile brillante di Pietro De Sarlo.

Dal libro …

A Pietrino invece il sangue ribelle dei Magaldi non sembrava poi gran brutta cosa. Ammirava lo zio Nicola Maria: quell’aria spavalda e sicura, lui sempre curioso e in cerca di avventure.

Donna Giuditta diede qualche ulteriore istruzione alla figlia più piccola su come camminare senza imbrattarsi la gonna con il lordume presente sulle vie.

Già, semplice, però bisognava per prima cosa decidere se andare a votare e poi occorreva decidere cosa votare e prima di decidere entrambe le cose era necessario capire cosa fosse più conveniente fare e per capirlo occorreva sapere cosa avrebbe fatto il Barone.

«Eppure non mi sembrate molto interessato alla vita militare», intervenne il Notaro. «Sono in tanti a dirmelo», sospirò Corsini che, appena poteva, lanciava sguardi furtivi a Caterina.

L’Arciprete cercò con gli occhi il Barone, che era rimasto impassibile in piedi come al suo solito ma questa volta circondato dalla sua guardia personale, trovatolo lo fissò e attaccò l’omelia.

Il sergente arretrò, come fosse stato colpito da un pugno allo stomaco senza riuscire a distogliere lo sguardo dalla maschera di dolore e piena di odio che aveva di fronte rimanendone come paralizzato, mentre il giovane Ensin rivolgendosi verso di lui disse: «Elles ne sont que des mères».

Dalle prefazioni

… una volta recuperata la memoria, solo il lungo, inesausto racconto può far guarire. Bisogna buttare fuori il male rinchiuso nell’anima.”

Pino Aprile

Quello che è sempre mancato nella storia del Mezzogiorno d’Italia è forse proprio un racconto come questo, un racconto che potesse diventare ‘epica’ e opera teatrale o cinematografica

Gennaro De Crescenzo

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