Home » Economia - Politica - Ambiente » Alcune domande a Enrico Letta sull’esercito europeo

Riporto una lettera aperta già anticipata su Basilicata24 dell’11 aprile 2022

Gentile segretario,

ho seguito con attenzione le sue esternazioni sulla vicenda ucraina. Mi riferisco in particolare a quanto da lei affermato nella intervista a “Mezz’ora in più”. Come riportato da Dagospia: “… per Letta, dalla tragedia del conflitto si rafforza la necessità del nostro Paese – al fianco di Germania, Francia e Spagna – di fare da traino in Europa: «Dalla crisi ucraina può nascere l’Europa della difesa, per proteggerci e far vincere i valori europei», ma la decisione presa a Versailles sulla difesa comune «è troppo poco. Devono mettersi insieme i quattro Paesi europei più importanti e costruire una difesa europea che abbia una sua autonomia dagli Usa. Il tema di fondo è la capacità dell’Europa di essere autonoma ed efficace»” e come corollario: “C’è chi mi dice che così perdiamo voti, ma i voti si perdono e poi si possono riguadagnare, la dignità no. E la credibilità di un’idea politica si basa sulla dignità delle scelte”.

 Queste poche parole nascondono però infinite insidie e problemi, a prescindere dalla loro condivisibilità.

Punto primo: chi guida

Credo si debba riflettere sulla idea stessa di Europa che abbiamo. Ella parla di una Europa a più velocità. In modo velleitario stabilisce una guida a quattro: Germania, Francia, Italia e Spagna. Velleitario perché sino ad oggi, per problemi che conosce meglio di me, c’è stata di fatto una guida a … uno e mezzo. Il mezzo è stato aggiunto da Macron che abilmente è rientrato dalla finestra e, solo parzialmente, nei giochi che contano e nel processo decisionale europeo, approfittando del cambio di guida in Germania e soprattutto strombazzando il suo europeismo ma nei fatti tirando l’acqua al mulino della grandeur e degli interessi francesi. Mi sarei aspettato questo da Draghi, come annunciato da tutti i giornali di sistema, invece del ruolo di comparsa peraltro con una indole a fare il gaffeur spropositata rispetto alla prudenza richiesta dal ruolo.

Prima c’era una sola trazione in Europa ed era la Germania della Merkell e di Shauble. La domanda che le faccio è: questa visione di ‘gruppo guida’ è democratica e corrisponde ad una idea di Europa dei popoli e non invece dei potentati economici e geografici? Non vede una idea elitaria nello stabilire paesi di serie a e di serie b? Domande più che legittime visto il fallimento di questo assetto e che ha portato alla emblematica vicenda delle Grecia. Come ella sa benissimo lo spirito con cui è stata condotta quella vicenda, su cui persino la Francia ha fatto da silente spettatore, è più da sanzioni verso uno stato terzo che non vuole allinearsi alle ideologie dominanti, geografiche, economiche e liberiste, che un piano di aiuti per un paese appartenente alla stessa comunità politica. Non pensa sia invece ora di riformare le istituzioni europee iniziando a mettere sotto il controllo del Parlamento Europeo istituzioni autonome e con autonomie concorrenti come la BCE e il MES?

Punto secondo: l’identità europea

Essendo ella uomo di attente letture le sarà più che nota la retorica risorgimentale che accompagnò il processo unitario. Ricorda: Una d’armedi linguad’altare, di memorie, di sangue e di cor Le identità nazionali, molto forti e che ella con la sua proposta rafforza senza spiegare perché mai un greco, un portoghese o un polacco dovrebbero accettare questo tiro a quattro della carrozza europea, sono compatibili con l’idea stessa di una Europa unita e di pari dignità di tutti i cittadini? La pari dignità e i pari diritti di rappresentanza sono punti fermi di ogni costituzione democratica. Perché gli esclusi dovrebbero rinunciare, come ella spesso vagheggia, in questa visione al diritto di veto e alla unanimità delle decisioni? Non è che a furia di polemizzare con i sovranisti, atteggiamento legittimo in un contesto dove domina l’Eurogruppo ossia la negoziazione continua tra stati, ella favorisce il nazionalismo? Non sarebbe meglio invece eliminare l’Eurogruppo, dove trionfano le prepotenze del più forte e dove abbiamo visto le aberrazioni che è stato capace di fare con la Grecia, e lavorare invece ad una Unione Europea delle macro-regioni con tutte le istituzioni poste sotto organismi comuni ed elettivi eliminando il livello intermedio degli stati sovrani? Insomma perché non gettare il cuore oltre l’ostacolo e lavorare per una vera Europa senza confini e un unico governo centrale espressione del Parlamento? La motivazione dell’esistenza dell’Eurogruppo è legata al fatto che non tutti i paesi aderenti all’Unione hanno l’Euro Perché, oltre alla concorrenza sleale dei paradisi fiscali europei, si accetta anche la maggiore possibilità di competere avendo una moneta nazionale all’interno dell’Europa? Degli 8 paesi senza euro, esclusa la  Svezia, sono tutti dell’ex Patto di Varsavia.

Punto terzo: la difesa comune

Interessante l’idea di una politica autonoma dalla Nato. Però qui si saltano troppe questioni da chiarire prima di porre sul tavolo la costituzione di una difesa comune. Innanzi tutto la sua governance. Sarà un Alto Comando con le stesse libertà e collocazione istituzionale della BCE? Se così, vado subito sulle barricate per contrastare questa follia! Chi stabilirà le regole di ingaggio? Attraverso quali processi democratici e di rappresentanza? Come si conciliano le necessità di difesa e di intervento con le costituzioni nazionali? Possiamo fidarci gli uni degli altri nel rafforzare gli eserciti, della Germania in particolare? Come si scioglie il nodo dei rapporti tra l’Europa e la Nato? E soprattutto a supporto di quale politica europea si ritiene necessario questo nuovo esercito? Cuscinetto tra Russia e America o al servizio di una autonoma politica estera? E quale politica? Di potenza o di pace?

Punto quarto: il mondo diviso in blocchi

Credo che abbia letto l’ultimo numero di Limes, dell’ottimo Lucio Caracciolo. Tra l’altro suo amico. Dalla lettura che ne ho fatto ho tratto la sensazione che l’Ucraina sia l’agnello sacrificale che serve agli USA per schiacciare la Russia sull’Asia e farne un unico e isolato blocco con la Cina. Insomma con molti rischi per il Pianeta su questo disegno Biden è disposto a combattere fino all’ultimo … ucraino. Non pensa che invece di schiacciarci su questo disegno, come fa anche lei, l’Europa dovrebbe differenziarsi e cercare, come fa Erdogan per l’ovvia ragione vista la collocazione geografica della Turchia e la sua appartenenza alla Nato di non voler fare la fine dell’Ucraina, una sistemazione stabile del continente tirando la Russia verso l’Europa? Come abbiamo purtroppo constatato la fine del comunismo e dell’URSS, non ha coinciso con la fine del mondo diviso in blocchi e il multilateralismo si è rivelato una utopia. In altri termini ha senso pensare che con la fine di Putin si risolvano i problemi? Pensa che gli interessi dell’Italia e dell’Europa in questo conflitto coincidano con quelli dell’America? Ritiene che nella vicenda ucraina l’Europa non abbia nulla da rimproverarsi nel non essere riuscita a prevenire e evitare il conflitto? Perché con la caduta del muro di Berlino non si è riusciti a portare la Russia in Europa e la si è spinta invece in Asia? Ci sono stati errori da parte occidentale? Quali?

Punto quinto: i valori europei

A prescindere dal fatto che prima dovremmo definirli questi valori, la sua affermazione di  ‘far vincere i valori europei’ mi pare simile al concetto di “esportare la democrazia”.  Quindi le chiedo su chi e su cosa dovrebbero vincere questi valori?  Solo all’interno dell’Europa o occorre esportarli dimenticano che anche per esportare i pomodori ci vuole la volontà di chi li deve importare? Non le sembra che questo concetto abbia già prodotto troppi danni nel mondo, in ultimo l’Afghanistan? Quali sono i valori concorrenti di quelli Europei?

Punto sei: la sua visione della democrazia.

Ella dice: “E la credibilità di un’idea politica si basa sulla dignità delle scelte”. E io le chiedo chi stabilisce la dignità delle scelte in una democrazia? Perché le scelte che lei propone sono più dignitose di altre scelte possibili? Le sembra che l’attuale governo sia rappresentativo della volontà espressa dagli italiani nel 2018? In cosa consiste per lei il rapporto con gli elettori e quale è il concetto stesso di mandato affidato ai rappresentanti eletti in una democrazia? A proposito di credibilità di una idea politica e di dignità le sembra dignitosa e credibile la politica sulla immigrazione in Europa alla luce dei fatti ucraini? Insomma in questa sua affermazione esce fuori una idea elitaria e poco democratica della politica associata al concetto di una presupposta superiorità intellettuale che consente ad un ristretto club di fare scelte a prescindere dai voti presi. Il PD ha perso le ultime elezioni ma è l’azionisti di riferimento di questo governo. Per lei un politico è un leader capace di farsi interprete dei bisogni del popolo che lo ha eletto o un suo educatore poco incline alla critica?

La prego di non considerare polemica spiccia questa lettera. Se ne ricava questa impressione chiedo scusa. In realtà sono questioni tutte che mi stanno a cuore e che, proprio per seguire i temi che ella ha posto, vanno a mio modo di vedere dibattuti ampiamente e con la dovuta pluralità di approccio e possibilmente senza editti bulgari e senza liste di proscrizioni che quelle da lei auspicate e fatte da alcune testate giornalistiche. Grazie.

Condividi ora sui social!

Scopri di più sul mio ultimo libro: La congiura delle passioni!

Lascia un commento

Condividi ora sui social!